Spazio ZeroSei

Torino

Spazio ZeroSei Torino: chi siamo

 

Perché ….in città c’è Spazio
Per crescere, c’è Spazio 
Per condividere, c’è Spazio
Per incontrarsi, c’è Spazio

Spazio ZeroSei è un luogo di esperienze e pensieri per bambini zerosei e adulti che crescono con loro. Attività, laboratori, incontri in un luogo bello, aperto, informale, che nasce per promuovere innovazione, imparare con le mani in pasta, incuriosirsi e creare.
Nel 2014 nasce Spazio ZeroSei Torino, azione del programma ZeroSei della Compagnia di San Paolo: un luogo per bambini zero-sei e adulti, partecipi in riflessioni ed esperienze, accompagnati dalla dimensione dell’informale, nell’intento di costruire nuove reti e spazi di scoperta. Attività, laboratori, incontri in un luogo bello, aperto, informale, che nasce per promuovere innovazione, imparare con le mani in pasta, incuriosirsi e creare. È stato sin dal suo avvio, un luogo di attività hands on: un luogo, un’esperienza, un metodo.
Spazio ZeroSei è stato un luogo aperto a tutti, per attività, incontri, laboratori che si sono alternati e susseguiti. La comunità di famiglie che ha abitato questa esperienza è cresciuta intorno a Spazio ZeroSei, e anche Spazio è cresciuto e si è trasformato: un servizio per i servizi (attività per nidi e scuole infanzia, un arricchimento dell’attività educativa tradizionale), un anello di reti (per progetti di prossimità e in sinergia con altre iniziative educative zerosei); uno spazio per innovazione e sperimentazione (modalità ibrida presenza/on line durante la pandemia), ma soprattutto, Spazio ZeroSei c’è, c’è stato (prima, durante e dopo la pandemia che non è stato un raffreddore temporaneo) e ci sarà per la comunità e le famiglie zerosei che hanno voglia di spendere tempo, condividere esperienze, avventure e narrazioni con noi.
Dalla primavera 2021 nasce SpazioPonte, il babyparking di Spazio ZeroSei: un ponte verso i servizi educativi, un’opportunità di crescita (si richiede una frequenza minima di 3 giorni) in autonomia per bambini da 13 mesi a 6 anni; in parallelo, una sperimentazione in chiave di conciliazione, Co/Spazio per le mamme.
La scommessa del 2021 è ibridare due esperienze, due comunità, un solo luogo, un solo approccio.

L’indirizzo è Piazza della Repubblica 2B per le attività con famiglie: una porta sempre aperta sulla piazza e per la comunità.

Per le famiglie di SpazioPonte, il baby parking di Spazio ZeroSei, l’ingresso è dalla Galleria Umberto I n° 16.

Per le famiglie che partecipano alle proposte laboratoriali di Spazio ZeroSei AL MATTINO, dal lunedì al venerdì, l’ingresso è da Via Milano 20. (Citofonare a Spazio 06!)

Spazio ZeroSei è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 19.
SpazioPonte è aperto dal lunedì al venerdì mattina (dalle ore 9 alle ore 12).

In questi sei anni si sono susseguite le attività e i laboratori, sulla base di una programmazione annuale che ha visto l’alternarsi di storie e temi: attività e pensieri, incontri e momenti condivisi per adulti e bambini insieme, che hanno visto crescere intorno a Spazio ZeroSei un luogo di prossimità non solo di famiglie, ma anche educatori e insegnanti che hanno colto le ambizioni iniziali e hanno trasformato Spazio ZeroSei in una comunità di pratiche, di scambi e di relazioni andati ben oltre i pensieri e la progettazione iniziale.

Forte e proficuo da subito è stato lo scambio con i servizi educativi tradizionali che hanno colto nell’esperienza di Spazio ZeroSei un luogo per esperienze informali per sezioni di scuola infanzia e nidi, per gruppi estivi. Tante sono state le occasioni di contaminazione anche con altri soggetti.

Tratto caratteristico è stato rappresentato dall’idea di poter offrire a bambini e adulti attività con format ripetuti (come forma di consolidamento degli apprendimenti), al tempo stesso però di scoperta continua: la programmazione delle attività cambia ogni due settimane, per rinnovare la proposta alle famiglie, agli educatori, alle scuole. Perché si può tornare tante volte a Spazio ZeroSei e ogni volta sarà una avventura diversa, stimolante, creativa, unica.

Ogni anno sono stati definiti temi e filoni su cui si sono srotolate le attività laboratoriali, tessendo i fili delle storie, grazie alle esperienze manipolative, per lasciare spazio alla creatività. Spazio ZeroSei è stato (pre pandemia) anche un servizio per i servizi: un luogo per attività informali a disposizione di sezioni di scuola infanzia e nido, per arricchire scoperte e bagagli di vissuti, anche grazie ad una esperienza urbana esterna alla scuola.
La stanza magica: 4 allestimenti/4 temi – diversi di anno in anno – che si sono srotolati nel corso degli anni dal 2014 al 2020 fino a prima della pandemia per accompagnare e contenere il susseguirsi dei laboratori che ogni due settimane cambiavano per rinnovare l’offerta di contenuti educativi, secondo il medesimo approccio, per dare continuità e ripetitività alle esperienze di adulti e bambini che crescono con loro. Il Covid (che ha reso impossibile la manipolazione e il gioco libero) e la crescita di una esperienza educativa hanno trasformato la proposta di Spazio ZeroSei: restano centrale le esperienze, la scoperta, la manipolazione, la condizione, il percorso di apprendimento.

Dal 2014, intorno a Spazio ZeroSei è cresciuta una comunità, si sono tessute e strette delle reti: di adulti e famiglie che si incontrano, si ritrovano, scambiano esperienze e vissuti, spunti per azioni di sostegno alla genitorialità. Di educatori dei servizi che trovano spunti e stimoli per innovare o trasformare la propria attività nell’esperienza educativa formale. Di reti di reti che si sono costruite grazie all’incontro con e a Spazio ZeroSei.

Il 2020 è stato certamente uno spartiacque, anche per l’esperienza di Spazio ZeroSei.
Per non interrompere il filo attivato con la comunità di Spazio ZeroSei, durante i mesi del lockdown sono stati introdotti spunti e momenti di incontro da remoto, nello sforzo tenace di tenere viva la dimensione delle relazioni, più che quella degli apprendimenti.
Dopo i lunghi mesi di sospensione, Spazio ZeroSei si è rimesso in cammino credendo fortemente che, per quanto complesso, fosse necessario e non rinviabile riaprire le porte, mettere a disposizione le lezioni apprese per intraprendere una strada nuova da percorrere, per creare momenti di relazionalità e di scoperta per i bambini, da tempo grandi assenti dal dibattito pubblico. È nato SpazioLungo (giugno 2020/settembre 2020).
Questa esperienza, che ha visto anche la presenza di numerose famiglie fragili (ambulanti del mercato, alcune famiglie indirizzate dai servizi educativi e dalle reti di prossimità), ha aperto nuovi ambiti di azione ed ha dato vita ad innovazioni e sperimentazioni nell’orizzonte zerosei, ad integrazione della solida pratica del territorio cittadino. Ha suggerito nuove esplorazioni e sperimentazioni ibride, fra formale e informale, fra presenza e remoto (live grazie alla straordinaria esperienza di Spazio Egizio, con Storie Egizie della Sera e poi attività in Museo alla riapertura), fra educazione e cura, fra indoor e outdoor education.

Nel 2021 si fa largo l’ibridazione fra attività “classiche” di Spazio ZeroSei (laboratori adulto/bambino insieme per scoperte e tempo condiviso) con percorsi di crescita in autonomia dei bambini (13 mesi/ 6anni) insieme ad educatori e adulti competenti – SpazioPonte, il baby parking di Spazio ZeroSei.

Accanto alle iniziative per famiglie, ascoltando le domande e i bisogni delle famiglie e dei bambini ha preso forma un progetto di baby parking di Spazio ZeroZei, che quindi porta in dote esperienze fatte, lezioni apprese, vissuti consolidati, ma accoglie anche nuove suggestioni dalle famiglie sia in termini di conciliazione che di relazioni fra pari in un luogo informale, che di servizi innovativi e più flessibili.
Nasce quindi SpazioPonte: un ambiente fonte di benessere, autonomia e apprendimento, in grado di sostenere il singolo e le sue potenzialità. La mission è l’introduzione dolce e progressiva dei bambini all’interno del sistema educativo, un avvicinamento graduale alla dimensione comunitaria, al distacco dolce dai genitori, al momento dell’esplorazione del mondo.
Il servizio si rivolge ai bambini di età compresa tra i 13 mesi ed i 6 anni e alle loro famiglie, per le quali può costituire occasione di accompagnamento, un ponte di cittadinanza verso il sistema di servizi educativi, culturali, sociali, sanitari, nella percezione più ampia di inclusione all’interno di una comunità educante, di cui essere parte attiva.
SpazioPonte si offre alla Città come opportunità di snodo e aggancio per le famiglie provenienti da contesti di appartenenza differenti, aprendosi a chi soggiorna in città per periodi medio lunghi, a chi proviene da situazioni di fragilità (per esempio in carico ai servizi sociali, reti di prossimità…), famiglie monogenitoriali, famiglie in situazione di povertà educativa, o smarrite… il comune denominatore di tutte è la ricerca di ascolto, sostegno e riconoscimento, accoglienza. Si profila un servizio capace di accogliere culture diverse, una commistione e ibridazione che genera ricchezza per gli abitanti di SpazioPonte e allo stesso tempo, attraverso la partecipazione e il dialogo, un luogo in cui intraprendere percorsi individualizzati di accompagnamento ed integrazione nel contesto locale.
Si profila quindi un servizio a bassa soglia, che non persegue la sostenibilità economica e chiede a tutti forme minime di partecipazione (nel solco del patto di corresponsabilità e partecipazione da stringere con le famiglie, anche in chiave di restituzione di tempo e competenze).
SpazioPonte ha l’obiettivo di promuovere e sostenere la sperimentazione dei bambini. Ogni bambino è portatore di conoscenze, competenze, dotato di creatività e pensiero critico che lo accompagnano nella ricerca del senso e significato delle cose (Dewey).
La sua identità si afferma nella relazione con sé stessi e con gli altri. Conoscere ed interagire con l’altro in un ambiente che esalta le potenzialità del singolo in termini sensoriali, affettivi, relazionali e cognitivi, in una dimensione di ascolto, osservazione e riflessione, è ciò che Spazio ZeroSei promuove ed offre alla comunità e ai suoi abitanti.
I principi cardine che accompagnano la progettazione sono declinati, quindi, nella metodologia dell’invito alla ricerca e sperimentazione; predisporre un ambiente accogliente, stimolante tanto quanto travolgente, pensato per essere oggetto di libera esplorazione e tempo di osservazione da parte dell’adulto “del fare” dei bambini. Questo permette allo stesso tempo di rilanciare, sostituire o aggiungere materiali, generando dinamiche che promuovono nuove scoperte sulla base dei principi dell’assimilazione e accomodamento (Piaget). L’adulto di riferimento è il regista di questo progetto di vita quotidiana, il quale analizzando la zona di sviluppo prossimale è in grado di guidare il gruppo verso nuovi apprendimenti. Il principio della verticalità, da ultimo, sostiene i processi di conoscenza, predispone alla relazione, favorisce l’imitazione, i tentativi di riproduzione di quanto osservato, fin quando l’altro mostra e/o offre il suo aiuto diretto (scaffolding, Bruner).
Il riferimento dell’agire educativo è rappresentato dalle aree di sviluppo che si intersecano l’una all’altra sulla base dell’intensità delle esperienze offerte.
Tenendo conto delle aree di sviluppo e della ampia popolazione di SpazioPonte, si suddividono gli obiettivi per fasce d’età.

L’agorà di SpazioPonte è l’atelier, uno spazio allestito con materiali destrutturati (loose parts) che permette al bambino di apprendere ed esprimersi con un linguaggio universale. Le sperimentazioni partiranno dall’introduzione di un materiale, quali ad esempio il legno, la carta e i suoi derivati, la plastica, contaminati in itinere con materiali naturali come terra, sabbia, acqua… L’obiettivo è la scoperta in un contesto ricco, accattivante che si modula sull’evidenza delle ricerche e degli apprendimenti dei bambini, libero di sporcarsi e sporcare. La relazione tra le aspettative e la risoluzione dei problemi generano curiosità e concentrazione, fortificano la collaborazione del gruppo.
L’arte di costruire, distruggere e ricostruire con principi scientifici appresi dall’expertise, la creatività, la capacità di effettuare connessioni e deduzioni e il pensiero critico, si apprendono, sostengono e valorizzano in questa fascia età.

Si sostiene nella metodologia di lavoro, l’importanza della formazione di gruppi eterogenei in termini di età. Attraverso l’osservazione ed imitazione dell’altro da sé, si hanno maggiori opportunità di “progredire- regredire”. Inoltre, questa tipologia di gruppo, possedendo livelli di autonomia e bisogni differenti, permette all’educatore di prestare attenzione al singolo garantendo benessere e qualità dell’esperienza.
Si sottolinea l’agire dell’adulto come guida non direttiva, che lascia spazio alla possibilità di scelta dei bambini, richiamando l’attenzione sugli oggetti, incoraggiando il bambino di fronte a paure e insicurezze al fine ultimo di potenziare le competenze chiave, elaborative ed espressive dei bambini. L’adulto non offre soluzioni giuste ma è a disposizione dei bambini organizzando gli spazi ed i materiali e sostenendo le relazioni.

Le ricerche quotidiane dei bambini tessono la trama dei servizi educativi, sono dimensione di ricchezza che va raccolta e documentata, diventando oggetto di riflessione e condivisione per tutti gli stakeholder di SpazioPonte:

  • per i bambini, che hanno la possibilità di narrare le proprie scoperte, di introiettare i processi di conoscenza assimilati, di rileggere e sperimentare nuovamente, di condividere con le famiglie;
  •  per le famiglie, che hanno l’occasione di cogliere con lo sguardo le esperienze, i principi ed i valori educativi di SpazioPonte, nonché le conquiste e lo sviluppo dei propri figli;
  • per gli educatori, che analizzano l’evoluzione delle ricerche dei bambini, il percorso del singolo, si interrogano sulle modalità di scoperta e sui rilanci e gli accenti da porre durante le esperienze educative per consolidare gli apprendimenti;
  • per il territorio, la rete di servizi in cui SpazioPonte è inserita e nella sua mission fa da “Ponte” nell’inclusione e fusione di questi contesti;
  • per la comunità di Spazio ZeroSei, le sue reti (di genitori, di network di attori, di prossimità), anche in chiave di contrasto alla (crescente) povertà educativa minorile.

Al fine di compiere un passo nella direzione della sperimentazione di nuove forme di conciliazione (anche post Covid, in cui molti adulti hanno fatto ricorso allo smart working) nasce parallelamente a SpazioPonte anche co/Spazio un locale al piano superiore dove poter ospitare genitori i cui figli frequentano il baby parking, che potranno prenotare (anche in base ad apposito protocollo Covid) uno spazio accogliente, dotato di wifi, postazioni di lavoro, un divano relax, bookcrossing, una piccola cucina (tutto reperito grazie a scambi con altri progetti) per potersi preparare un caffè, o concedersi un tempo per sé. I genitori potranno utilizzare co/Spazio grazie alla sottoscrizione di un regolamento e di un patto di collaborazione, la corresponsione di un piccolo contributo non necessariamente in forma monetaria, quale forma di restituzione non onerosa.
SpazioPonte e Co/Spazio sono pensati come una parte che nutre e si aggiunge (durante la mattina) alle attività più storiche e caratteristiche di Spazio ZeroSei: laboratori per bambini zerosei e adulti che crescono con loro. La pandemia ha posto una accelerazione forte sul tema delle ibridazioni; la strada su cui si avvia Spazio ZeroSei vede quindi due comunità e iniziative che si nutrono reciprocamente e si rendono più ricche: i bambini che frequentano alla mattina il baby parking, le mamme che fanno smart working al piano superiore (economia tempi spostamenti), nel pomeriggio potranno animare i laboratori di Spazio ZeroSei nella fascia di età corrispondente, incontrare altre famiglie, sviluppare nuove esperienze, condividere altri pensieri.

Spazio ZeroSei ha una programmazione annuale sia per le famiglie che per le scuole (queste ultime non frequentanti nell’anno scolastico 20-21).

In quest’anno difficoltoso, si è resa necessaria una riprogettazione delle tematiche e riqualificazione dei materiali da mettere a disposizione dei bambini e delle famiglie, tenendo conto della quantità (ogni coppia riceve una box o comunque una postazione con i materiali esclusivi per l’attività) e della loro possibilità di sanificazione quotidiana. I laboratori sono fruibili da massimo 5 coppie. Nonostante le complessità, non ci siamo arresi, nessuna rinuncia se non opportunità nuove e sempre diverse tra loro.

Quest’anno, il tema dei colori come spunto narrativo è pensato per parlare di emozioni secondo il consueto alternarsi, ogni due settimane, di percorsi differenti, creativi, esperienziali e curiosi guidati dalle sensazioni e dalle scoperte che tatto, vista, udito, olfatto e gusto suggeriscono.

Le narrazioni si sono arricchite di nuove metodologie che affiancano e/o sostituiscono la storia narrata dal Kamishibai. Sulla scia della narrazione teatrale, si raccontano storie a partire da un cubo, le cui facce rappresentano proprio le pagine di un libro; anche un foglio lunghissimo e una matita possono regalarci emozioni e dialoghi strabilianti; una scatola può custodire una storia, contenere oggetti che ci fanno scoprire chi sono i personaggi e quali sono le loro avventure; e se i protagonisti si presentassero in versione gigante, un po’ spogli, e ci invitassero ad andare alla ricerca dei loro accessori nello spazio? Le letture più affascinanti sono quelle provenienti da formati diversi, da libri piccolissimi o da libri giganteschi.

Ricordate che i co-protagonisti di tutte le storie di Spazio ZeroSei siete Voi, prendono forma grazie ai bambini e adulti con loro che le narrano insieme agli educatori.

In autunno 2020 sono arrivati i bambini “figli” del Covid, una comunità di mamme spiazzate e spaesate (oltre che dalla nuova dimensione della maternità) anche dalla difficoltà di agire reti (parentali, informali e formali) e questo ha posto l’attenzione di Spazio ZeroSei anche nell’accogliere queste nuove domande.

Oltre alle tradizionali attività di massaggio materno infantile (l’importanza del contatto) per la coppia mamma/bambino sin dai primi mesi, sono stati attivati incontri e attività per gli zerosei mesi: un percorso laboratoriale per le famiglie con bambini da 0-6 mesi che rappresenta (concluso il ciclo del massaggio) un rito di passaggio nell’appartenenza alla comunità di Spazio ZeroSei, riconoscendo l’importanza della relazione e socializzazione su più livelli: in primis tra bambini, tra adulti, tra adulti ed educatori, tra educatori e bambini, muovendosi su tre assi: affettivo-relazionale, cognitivo e motorio.

Si prosegue poi, accompagnando la crescita delle famiglie con le iniziative laboratoriali per i 7/12 mesi, con momenti di racconto, manipolazione, scoperta e primi stimoli di motricità. E ancora per i 1-3 e per i 3-6 anni aggiungendo in parallelo alla crescita spunti e affondi.

Spazio ZeroSei (nato come servizio che il consorzio Xkè? ZeroTredici svolge nell’interesse del socio Fondazione Compagnia di San Paolo) rappresenta anche un esperimento innovativo (e di successo) nella collaborazione fra soggetti diversi nella parte della progettazione e della gestione.
Un incontro felice fra Cooperative sociali (in Ati che insieme al Consorzio hanno disegnato Spazio per quello che oggi è) specializzate in servizi zerosei innovativi e inclusivi e un avamposto operativo (il Consorzio Xkè? ZeroTredici) della Fondazione Compagnia di San Paolo che agisce nell’ambito della educazione informale.

Capofila dell’Ati è la cooperativa Giuliano Accomazzi, insieme a Progetto Tenda ed Esserci. Il coordinamento aperto, innovativo e capace di Accomazzi ha saputo far crescere una equipe composta da teste diverse, background personali e professionali differenti, sempre più ancorata verso la valorizzazione dei titoli professionalizzanti dei servizi zerosei. Perché questo è il perimetro di Spazio ZeroSei, sotto la bandiera dell’informale.

Spazio ZeroSei come azione del programma ZeroSei ha rappresentato naturalmente una casa anche per le altre azioni del Programma ZeroSei della Compagnia di San Paolo, un luogo per stabilire sinergie, fare incontri, esperienze e pensieri. Per questo, sono stati attivi dal 2014 percorsi di collaborazione con l’Ufficio Pio (Genitori ZeroSei, già Opportunità ZeroSei) oltre che con gli enti e le associazioni del territorio di Porta Palazzo (in passato attiva l’azione PICCOLI Grandi a Porta Palazzo – sia sul benessere che sul movimento) per offrire alle famiglie zerosei uno spazio di confronto e riflessione sui temi della genitorialità.

Negli anni abbiamo collaborato con realtà prossime che hanno arricchito il nostro bagaglio di conoscenze e generato profondi scambi: Uniti per Crescere Insieme, Le associazioni culturali di lingua cinese Zhi Song e ANGI, la Fondazione Paideia…

Un’insegnante AIMI (Associazione Italiana di Massaggio Infantile) accompagna i nostri cicli di incontri di massaggio per mamme e bambini da 0 a 12 mesi e una pedagogista e psicoterapeuta è disponibile per incontrare i genitori in “Uno spazio nello Spazio”.

Il filo delle collaborazioni inclusive è fitto di nuovi compagni di strada che ci accompagnano in progetti specifici e di prossimità: TappeUrbane; la rete di prossimità di Porta Palazzo con la Portineria/Spaccio di cultura, The Gate;  la Fondazione di Comunità di Porta Palazzo; Il Polo del Dialogo; le Biblioteche Civiche Torinesi; Il Banco dei Sospesi.

Dal 2018 sono nati altri 4 Spazio ZeroSei in Italia: a Lecce, Pistoia, Vibo Valentia Marina e Ventimiglia, grazie al Fondo per la povertà educativa minorile, bando Prima Infanzia. L’esperienza di Torino ha potuto essere condivisa e messa a fattor comune, come opportunità per la scalabilità.

Il progetto si concluderà nel luglio 2021: dopo non poche traversie e lezioni appese, in Italia grazie a questa progettualità di rete da cui Torino ha molto dato e imparato, resteranno accesi 4 poli educativi (che non c’erano) al servizio di altrettante comunità locali, attivatori di altre reti, un risultato reso possibile che anche grazie a Xkè? Impresa sociale Srl (impresa sociale controllata di Xkè? ZeroTredici).

Nato nel 2018 come sperimentazione (un’introduzione per i più piccoli all’antica civiltà millenaria mentre i genitori erano in visita la Museo), Spazio ZeroSei Egizio è diventata una sperimentazione che trascende tempi antichi, offre storie di vita quotidiana organizzate per centro di interesse, è diventato un catalogo di Storie durante la chiusura dei Musei per la pandemia.

Spazio Egizio quindi è una estensione di Spazio ZeroSei, del suo approccio, del suo stile e del suo metodo, una possibile sperimentazione aperta anche per altre realtà Museali.

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